Il Responsabile della protezione dei dati (RPD) o Data Protection Officer (DPO)
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IN QUALI CASI E’ PREVISTO UN DPO O RPD?
Dovranno designare obbligatoriamente un RPD: a) amministrazioni ed enti pubblici, fatta eccezione per le autorità giudiziarie; b) tutti i soggetti la cui attività principale consiste in trattamenti che, per la loro natura, il loro oggetto o le loro finalità, richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala; c) tutti i soggetti la cui attività principale consiste nel trattamento, su larga scala, di dati sensibili, relativi alla salute o alla vita sessuale, genetici, giudiziari e biometrici. Anche per i casi in cui il regolamento non impone in modo specifico la designazione di un RPD, è comunque possibile una nomina su base volontaria. Un gruppo di imprese o soggetti pubblici possono nominare un unico RPD.
QUALI SONO I COMPITI DEL DPO?
Il Responsabile della protezione dei dati
dovrà, in particolare:
a) sorvegliare l’osservanza del
regolamento, valutando i rischi di
ogni trattamento alla luce della
natura, dell’ambito di applicazione, del
contesto e delle finalità;
b) collaborare con il
titolare/responsabile, laddove
necessario, nel condurre una
valutazione di impatto sulla
protezione dei dati (DPIA);
c) informare e sensibilizzare il
titolare o il responsabile del
trattamento, nonché i dipendenti di
questi ultimi, riguardo agli obblighi
derivanti dal regolamento e da altre
disposizioni in materia di protezione
dei dati;
d) cooperare con il Garante e
fungere da punto di contatto per
il Garante su ogni questione
connessa al trattamento;
e) supportare il titolare o il
responsabile in ogni attività connessa
al trattamento di dati personali, anche
con riguardo alla tenuta di un
registro delle attività di
trattamento.PERCHE' UN DPO PUO' EESERE D'AIUTO AD UNAAZIENDA A PRESCINDERE DALL'OBBLIGATORIETA' DELLA NOMINA?
Il Responsabile della protezione dei dati, nominato dal titolare del trattamento o dal responsabile del trattamento, dovrà: 1. possedere un'adeguata conoscenza della normativa e delle prassi di gestione dei dati personali, anche in termini di misure tecniche e organizzative o di misure atte a garantire la sicurezza dei dati. Non sono richieste attestazioni formali o l'iscrizione ad appositi albi professionali, anche se la partecipazione a master e corsi di studio/professionali può rappresentare un utile strumento per valutare il possesso di un livello adeguato di conoscenze. 2. adempiere alle sue funzioni in piena indipendenza e in assenza di conflitti di interesse . In linea di principio, ciò significa che il RPD non può essere un soggetto che decide sulle finalità o sugli strumenti del trattamento di dati personali; 3. operare alle dipendenze del titolare o del responsabile oppure sulla base di un contratto di servizio (RPD/DPO esterno). Il titolare o il responsabile del trattamento dovranno mettere a disposizione del Responsabile della protezione dei dati le risorse umane e finanziarie necessarie all’adempimento dei suoi compiti. Il DPO o RPD potrà sempre portare un valore aggiunto alle aziende graie alle sue competenze, che eviteranno che uno dei fattori più importanti della'zienda, cioè i dati aziendali vengano tutelati e protetti.

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